Si torna agli interessi negativi? Protegga il suo patrimonio
La Banca nazionale non esclude un ritorno agli interessi negativi. Ciò implicherebbe la perdita di valore dei risparmi. Il denaro va dunque investito in modo redditizio.

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La Banca nazionale svizzera (BNS) ha già abbassato più volte il tasso di riferimento. Se necessario, reintrodurrà anche gli interessi negativi. Tale penalizzazione ha avuto conseguenze di vasta portata dal 2015 al 2022 – periodo che ci ha insegnato molto.
I risparmi si riducono
Gli interessi maturati dai conti di risparmio tendono a zero, tanto da ridurli sempre più in un affare in perdita: al netto di imposte e inflazione, i capitali si assottigliano in modo massiccio. Cifre alla mano: con risparmi di 350'000 franchi e un interesse dello 0,1 percento si realizzano 350 franchi. Tuttavia, deducendo 1200 franchi di imposte e l’1 percento di inflazione, si registra una perdita di ben 4350 franchi. Per mantenere almeno integri i capitali a risparmio, è necessario che il conto venga remunerato con un interesse pari o superiore all’1,7 percento (tabella).
Tanti nuclei domestici parcheggiano troppo denaro in conti che non fruttano ormai più nessun interesse. Per questo motivo è necessario organizzare correttamente i propri risparmi. Il conto privato serve come conto sul quale versare lo stipendio e da riserva di liquidità. Si tratta di denaro ben custodito e di cui si ha bisogno a breve termine, per le spese quotidiane e per i pagamenti.
Il conto di risparmio in genera frutta più interessi rispetto al conto privato. Inoltre è più indicato per riserva di liquidità e accantonamenti per investimenti e acquisti futuri. Di solito è sufficiente lasciare sul conto di risparmio da metà a un intero stipendio annuo. Una parte dei risparmi non necessari nell’immediato dovrebbe essere versata nella cassa pensione e nel pilastro 3a.
Fino al pensionamento dunque non si potrà più disporre di questo denaro, ma in questo modo si risparmierà sulle imposte e avrà più denaro a disposizione una volta in pensione. Un’altra parte dei risparmi dovrebbe essere investita in titoli. Certo, il valore degli averi può oscillare: in contropartita, a lungo termine si sarà ricompensati da un rendimento più elevato.
Più commissioni
Le banche trasmettono gli interessi negativi facendo pagare di più ai loro clienti per conti, carte e depositi.
Consiglio: verifichi esattamente quanto paga e, se necessario, scelga un fornitore più economico.
Bisogna rischiare di più
Più bassi sono gli interessi, meno rendono le obbligazioni. Chi vuole generare un rendimento adeguato deve rischiare di più. Tenendo conto della capacità e della propensione al rischio individuali, vale la pena investire parte dei risparmi in azioni. Certo, il valore degli averi può oscillare notevolmente, ma sul lungo termine si viene ricompensati con un rendimento più elevato.
Consiglio: ridimensioni le commissioni, che divorano il rendimento. Opti per i vantaggiosi ETF.
Ipoteche costose
Con il calo dei tassi, le ipoteche dovrebbero essere più convenienti – molte banche tuttavia non trasferiscono ai clienti le riduzioni dei tassi per intero.
Consiglio: stipuli per almeno parte del credito un’ipoteca Saron. Nel confronto a lungo termine, le Saron sono state generalmente più vantaggiose delle ipoteche a tasso fisso, anche nell’ultima fase di interessi negativi. Se i tassi dovessero poi effettivamente aumentare, potrà sempre passare a un’ipoteca a tasso fisso.
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